{"id":1459,"date":"2018-12-19T11:24:41","date_gmt":"2018-12-19T10:24:41","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.10.215\/wordpress\/?page_id=1459"},"modified":"2019-12-16T08:42:01","modified_gmt":"2019-12-16T07:42:01","slug":"chiesa-san-giorgio-martire","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/amministrazione\/luoghi\/edifici-di-culto\/chiesa-san-giorgio-martire\/","title":{"rendered":"Chiesa San Giorgio Martire"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"677\" height=\"800\" src=\"http:\/\/192.168.10.215\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Chiesa-di-San-Giorgio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1473\" srcset=\"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Chiesa-di-San-Giorgio.jpg 677w, https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Chiesa-di-San-Giorgio-254x300.jpg 254w\" sizes=\"(max-width: 677px) 100vw, 677px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La\n chiesa di San Giorgio martire viene considerata uno degli edifici pi\u00f9 \ninteressanti tra quelli tardogotici della Sardegna meridionale, per il \nfatto che si presenta ben conservata nelle strutture primitive e \nsoprattutto per la sua omogeneit\u00e0. La parte centrale fu edificata nella \nprima met\u00e0 del XVI secolo, mentre le cappelle furono realizzate in \ndiversi tempi tra il XVII e XVIII secolo. All&#8217;interno esistono dei marmi\n policromi risalenti al XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\tNel complesso la chiesa non ha subito aggiunte o rimaneggiamenti \ntali da modificarne il suo carattere gotico ben definito. Tutte le \ncappelle e la vecchia sagrestia, che si trova alla destra del \npresbiterio, denotano tecnica costruttiva e stile gotico, cos\u00ec pure gli \nornati e le modanature. All&#8217;esterno conserva intatti e completi la \nfacciata ed il campanile. La facciata ha il terminale a linea retta \ncoronato da merli; al centro, sopra l&#8217;ingresso principale archiacuto, \nsta un grande oculo privo di rosone ed attualmente chiuso da una \nvetrata. Ai lati dell&#8217;oculo stavano due piccole monofore con arco a \ntutto sesto, oggi murate.<\/p>\n\n\n\n<p>\t<strong>Il Campanile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\tIl campanile, dalla base quadrata, presenta delle specchiature assai\n lunghe, al di sopra delle quali sta la cella campanaria dove si aprono \nquattro monofore ad arco acuto ognuna delle quali contiene una campana. \nAl di sotto del parapetto, piuttosto pronunziato, sta una serie di \narchetti lobati. Il campanile, a seguito dei severissimi ordini \nimpartiti dall&#8217;arcivescovo Alonso Laso Cedeno del 1597 e 1601, fu \nedificato secondo il parroco Giovanni Uras Loi, nel 1604 &#8220;dal muratore \nAntonio Mario il Sia cui casato s&#8217;ignora per essere frantumata la pietra\n d&#8217;iscrizione&#8221;. L&#8217;opera fu completata nel 1613 quando Michele Usai, \nprocuratore della parrocchia di Sestu, col consenso del prebendato, \npattu\u00ec col falegname Paolo Antich la costruzione del lucernaio, \nl&#8217;impalcatura in legno del sottotetto, due scale, il pomo e la croce in \nferro in cima al campanile. L&#8217;estremit\u00e0 del campanile, a piramide, fu \nrimossa negli anni sessanta, forse per una erronea interpretazione \nstorica del manufatto da parte degli esperti della Soprintendenza ai \nmonumenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\t<strong>L&#8217;Orologio del Campanile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\tGi\u00e0 da tempo a Sestu si sentiva la necessit\u00e0 di collocare sulla \ntorre campanaria della chiesa parrocchiale di San Giorgio un orologio \nche sarebbe stato utile tanto agli abitanti del luogo, quanto ai \nnumerosi forestieri che, provenienti da ogni parte della Sardegna, \nattraversavano il nostro paese per recarsi a Cagliari. Il notevole \nimpegno finanziario impediva la realizzazione dell&#8217;opera. Il parroco ed \nil procuratore della chiesa parrocchiale di Sestu in varie occasioni \nfecero presente al Prebendato &#8220;il grande inconveniente che esisteva \nnella detta Chiesa per non aver un orologio col quale potersi guidare in\n caso di pubbliche funzioni, poich\u00e9 nei giorni festivi non si terminano \nfino alle ore una e lo stesso accade in tutta la Quaresima, e ci\u00f2 per \ntrovarsi i sacerdoti dentro la Chiesa occupati nel confessare ed in \naltri atti e per motivo di altre opere pi\u00f9 urgenti che aveva a sostenere\n la detta Chiesa, il detto Prebendato non pot\u00e8 acconsentire fino al \npresente (1709) a che detta Chiesa ponga un orologio sul suo campanile \nper propria convenienza e per utilit\u00e0 dei passeggieri la maggior parte \ndei quali da tutto il Regno devono passare in detta villa.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\tFinalmente nel 1709 il Prebendato ed il procuratore della Causa Pia \ndi Sestu decisero di finanziare l&#8217;opera a condizione che la Comunit\u00e0 si \nfosse accollata l&#8217;onere per la manutenzione. La Comunit\u00e0, avuta notizia \ndella decisione del Prebendato si radun\u00f2 per dare speciali poteri al suo\n Sindaco perch\u00e9 stipulasse una convenzione con la quale la Comunit\u00e0 si \nimpegnava a stipendiare una persona incaricata di custodire e regolare \nquotidianamente l&#8217;orologio. I rappresentanti della Parrocchia, vista la \ndecisione della Comunit\u00e0, che accett\u00f2 di sostenere la spesa per la \nmanutenzione dell&#8217;orologio, chiesero il 17 luglio 1709 al Vicario \nGenerale l&#8217;autorizzazione a sostenere la spesa necessaria per \nl&#8217;acquisto, tanto pi\u00f9 che si aveva a disposizione a Cagliari un buon \ncostruttore, l&#8217;orologiaio Pietro Nachetti, nativo dello Stato \nPontificio, che avrebbe fatto risparmiare affidandogli la fornitura \nanzich\u00e9 dare l&#8217;incarico ad uno di fuori. Cos\u00ec il 26 agosto 1709 a \nCagliari, innanzi al notaio Giovanni Antonio Falqui, tra il molto \nreverendo Giovanni Battista Raccis, Abate di San Michele di Salvenero, \ncanonico cagliaritano colla prebenda di Sestu, nonch\u00e9 presidente \ndell&#8217;illustre Capitolo cagliaritano e Truiscu Lilliu, procuratore della \nChiesa parrocchiale di Sestu, da una parte e Pietro Nachetti dall&#8217;altra,\n venne stipulata la convenzione per la fabbricazione dell&#8217;orologio.<\/p>\n\n\n\n<p>\tIl Nachetti &#8220;entro il tempo e termine di tre mesi da computarsi da \nquesto giorno d&#8217;oggi far\u00e0 un orologio grande, di tanta capacit\u00e0 quanto \nla richieda la campana grande della Chiesa parrocchiale di detta villa, \nil quale orologio dovr\u00e0 battere quarti ed ore raddoppiati e ripetuti e \nlo far\u00e0 camminare per ventiquattro ore di corda dentro lo spazio che \nesiste nel Campanile dal papallo fino alle finestre del Campanile \nstesso, mettendovi il detto Nachetti il ferro, l&#8217;acciaio ed i contrapesi\n necessari in modo da darlo completo e collocato dentro il detto termine\n di tre mesi, senza concorrere in altra spesa. Ed il detto Truiscu \nLilliu in esecuzione della inserita licenza, ed in presenza e \ncoll&#8217;assenso del detto molto reverendo Abate e Canonico, di suo buon \ngrado e certa scienza, nel nome predetto, conviene, promette e si \nobbliga in pagamento di detto lavoro di dare e pagare al detto Nachetti \nduecentosessanta scudi di questa moneta, cio\u00e8 cinquanta scudi li ha dati\n ora sul contesto ed il detto Nachetti li ha ricevuti in contanti, \nrealmente e di fatto davanti al Notaio e testimoni infrascritti, alla \ncui eccezione espressamente rinuncia; altri cinquanta li dar\u00e0 da oggi al\n quindici del mese di settembre p.v., altri sessanta scudi entro tutto \nil mese di ottobre p.v. del corrente anno ed i rimanenti cento scudi \ndopo che sar\u00e0 finito e collocato il detto orologio&#8221;. Testimoni \ndell&#8217;accordo furono il reverendo Antonio Serra, nativo di Mandas ed \nEusebio Pilia di Pauli Gerrei, studente in Cagliari. Cos\u00ec Sestu ebbe il \nsuo bell&#8217;orologio sul campanile. Passarono gli anni e la vetust\u00e0 \ncomport\u00f2 all&#8217;orologio vari inconvenienti tecnici; ogni tanto si fermava e\n la popolazione era assai seccata per il suo mal funzionamento. Ma il \nComune, trovandosi in ristrettezze finanziarie, non poteva porvi \nrimedio.<\/p>\n\n\n\n<p>\tFu il Sig. Valeriano Mereu, facoltoso sestese, a rimediare, \nstipulando con la ditta F.lli Solari di Pesariis un contratto per la \nfornitura di un nuovo orologio per il campanile. Il Mereu si impegnava a\n comprare un orologio a grande suoneria atto a segnare le ore e i minuti\n sopra un grande quadrante di due metri di diametro e a far battere le \nore su una campana di 530 Kg. e i quarti su una campana di 160 Kg., \ncompleto di accessori e con la carica della durata di 30 ore, il tutto \nper la somma di L. 4.500 da pagarsi la met\u00e0 alla consegna, un quarto ad \nun anno dalla installazione dell&#8217;orologio ed il saldo nell&#8217;anno \nsuccessivo. Il Mereu, inoltre, si impegnava a pagare le spese di \ntrasporto ed a corrispondere la somma di L. 1.000 al Sig. Giovanni Orr\u00f9,\n orologiaio in Meana Sardo, rappresentante della ditta fornitrice, per \nil collocamento dell&#8217;orologio e l&#8217;assistenza ai muratori ed al falegname\n per il montaggio. L&#8217;orologio fu ritirato allo scalo ferroviario di \nElmas il 28 novembre 1930 ed entr\u00f2 in funzione nel mese di gennaio 1931.\n Nonostante le agenzie assicurate, l&#8217;orologio fornito dalla ditta Solari\n ebbe una durata relativamente breve rispetto a quella dell&#8217;orologio \ncostruito dal Nachetti. Cos\u00ec nel 1971, la Giunta Municipale, accertato \nche non conveniva riparare l&#8217;orologio acquistato dal Mereu, constatato \nche la popolazione aveva espresso pi\u00f9 volte il desiderio di rivedere \nl&#8217;orologio del campanile in funzione, deliber\u00f2 di acquistarne uno nuovo.\n Per la fornitura la scelta cadde sulla ditta Roberto Trebino di Uscio, \nin provincia di Genova, che forniva, per la soma di lire 941.000 un \norologio da torre elettronico teleclockmatic, che non richiedeva \nlubrificazione e manutenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\tQuesto orologio, montato il 20 giugno 1973, and\u00f2 fuori uso dopo \npochi anni. Nel 1997, dopo circa vent&#8217;anni di inattivit\u00e0, \nl&#8217;Amministrazione comunale ritenne di dover ripristinare l&#8217;orologio del \ncampanile. Il 20 novembre dello stesso anno i lavori di ripristino \nfurono affidati alla ditta SZ di Sanu Giuseppe e C. di Guspini. \nL&#8217;orologio riprese a funzionare il 3 maggio 1998.<\/p>\n\n\n\n<p>\t<strong>L&#8217;Interno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\tAll&#8217;interno della chiesa troviamo l&#8217;abside, di forma quadrata e \ncoperta da volta stellare, pi\u00f9 stretta e pi\u00f9 bassa della navata, la \nquale \u00e8 a sesto acuto percorso da sottarchi. A destra si aprono cinque \ncappelle mentre sulla sinistra ne abbiamo solo quattro per la presenza \ndi un ingresso laterale, in corrispondenza dell&#8217;ultima campata. Alcune \ndelle cappelle hanno volte stellari, mentre le altre le hanno a \ncrociera. Di rilevo sono le decorazioni delle gemme, degli pseudo \ncapitelli e dei peducci, tutti ricchi di figurazioni. Le cappelle, anche\n se omogenee come struttura, furono costruite tra il XVII e XVIII \nsecolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\tL&#8217;altare maggiore con le balaustre, il pulpito ed il battistero sono\n in marmo policromo di fattura settecentesca. Infatti, l&#8217;altare maggiore\n col tabernacolo risalgono al 1707; il pulpito fu rivestito in marmo nel\n 1773; il battistero fu fatto edificare nel 1744 dall&#8217;allora prebendato \ndi Sestu, il canonico Francesco Ignazio Guiso, come risulta da una \nlapide apposta all&#8217;interno della chiesa, lo stesso che nel 1752 far\u00e0 \nistituire a Sestu il monte granitico. Esiste anche il precedente fonte \nbattesimale, in marmo zuccherino, raffigurante san Giovanni che battezza\n Ges\u00f9 e presenta la scritta &#8220;can. Honofrius Gerona ano 1635&#8221;. L&#8217;alto \nrilievo del fonte \u00e8 di fattura grossolana, opera di bottega.<\/p>\n\n\n\n<p>\tL&#8217;inventario del 1761 ci da le seguenti notizie sulla chiesa di San Giorgio:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\t&#8220;Il santo titolare della chiesa parrocchiale \u00e8 San Giorgio; la festa\n del titolare della parrocchia si celebra tutti gli anni il 23 aprile. \nLa chiesa \u00e8 composta da una sola navata con quattro arcate; \u00e8 alta 47 \npalmi, lunga 101 palmi e larga 40 palmi; ha due porte, una a tramontana e\n l&#8217;altra a maestrale sopra la quale c&#8217;\u00e8 una finestra ovale a vetrata. \nContiene nove cappelle, ciascuna col suo altare, una delle quali fu \nindetta, salvo errore nel 1732, per essere stato rotto il quadro di \nquella. La cappella contigua all&#8217;altare maggiore \u00e8 dedicata alla Vergine\n di met\u00e0 agosto, la vicina al glorioso Sant&#8217;Antioco martire, la \nsuccessiva a San Saverio, l&#8217;altra alla vergine di Bonaria eretta \ndall&#8217;Ill.mo Rev.do Sig. Arcivescovo Falletti, la quinta dedicata alla \nVergine del Rosario; queste stanno sulla destra. Sulla sinistra: la \ncappella del Crocifisso contigua all&#8217;altare maggiore, segue la cappella \ndi San Gaetano, in mezzo a queste c&#8217;\u00e8 una porta, in cima sta l&#8217;organo \ninstallato nel 1754, vicino alla cappella di San Gaetano sta quella del \nglorioso San Gemiliano e l&#8217;ultima \u00e8 dedicata alle Anime del Purgatorio. \nLe figure che rappresentano i santi di dette cappelle sono molto \ndecorose. Le sepolture comuni sono diciassette. La sacrestia \u00e8 larga 28 \npalmi; il pulpito \u00e8 fissato ad un pilastro; il fonte battesimale \u00e8 \ninteramente di marmo.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\tLa chiesa di San Giorgio, oltre alla pietra miliare romana di epoca \nimperiale, rinvenuta all&#8217;interno della stessa nel 1957, conserva qualche\n dipinto di un certo rilievo ed opere in argento di arte sacra; inoltre \npossiede un organo di pregio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\tAutore: Franco Secci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Giorgio martire viene considerata uno degli edifici pi\u00f9 interessanti tra quelli tardogotici della Sardegna meridionale, per il fatto che si presenta ben conservata nelle strutture primitive e soprattutto per la sua omogeneit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":3780,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1459"}],"collection":[{"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1459"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1474,"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1459\/revisions\/1474"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/at.comune.sestu.ca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}